Non c’è dubbio che il rischio di questa nota editoriale −che apre un progetto di cui “Chi siamo” già ricorda la identità ed il cammino previsti− è quello della ridondanza.

Chi sa che i brevissimi punti che seguono riescano, parzialmente, almeno a ridurlo.

  • La priorità obbligata è quella di darsi, reciprocamente, un benvenuto in un lavoro di ricerca, in rete, scelto e perseguito su base strettamente volontaria, indipendente. Con tutte queste caratteristiche diveniamo un “evento raro”: sempre più tale nel campo di cui ci si vuole interessare, che dovrebbe essere invece area modello di autonomia e libertà di ricerca: e si sa che la rarità, se non adottata, è ad alto rischio di invisibilità. L’augurio diventa a questo punto meno ovvio, e più innovativo.
  • Avere come identità quella di evento raro può essere una opportunità: se almeno ci si aggiunge un’altra caratteristica. Quella di essere coscienti –in modo non serioso: con curiosità ed allegria− di poter avere un senso solo se ci si considera, reciprocamente, necessari: allo stesso titolo, ma attraverso le nostre infinite diversità perchè proprio per questo capaci di contribuire a Ricerc@ come ad una priorità che, nel senso più forte del termine, appartiene a, e dipende da tutte/i.

  • Il “benvenute/i” prende forma di augurio molto disincantato, per immaginare che l’obiettivo che ci si è dato valga sul serio la pena. E’ bene esplicitarlo per essere certi di comprenderci a vicenda: “Ci interessa fare rete perchè i Comitati etici non diventino un evento raro”. Il rischio, lo sappiamo, è reale: per quanto dirà il nuovo Regolamento europeo, ma ancor più per la cancellazione silenziosa della logica e della cultura dei Comitati etici come espressione-rappresentanza di “diritto informato di parola”, da parte di tutte le parti in causa, nei luoghi, nei tempi, sui problemi per cui è necessario fare ricerca –sperimentale o meno, medica e multidisciplinare, di base ed epidemiologica− per ampliare conoscenza e accessibilità specialmente per i diritti ancora inevasi di vita, dignità e salute.
  • E’ certo che in questa prospettiva, l’agenda di  Ricerc@ non corre il rischio di restare vuota e se avrà bisogno da parte di tutte/i non solo di rigore-intelligenza, ma di fantasia-creatività.

Gianni Tognoni