Creare una collaborazione continuativa attraverso uno spazio di confronto fra tutte le figure che contribuiscono con ruoli diversi alla ricerca clinica – questo il tema centrale della giornata di presentazione del progetto RICERC@

La mattinata è stata inaugurata dal Presidente del Comitato etico per le sperimentazioni cliniche dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) di Trento, Gianni Tognoni. In questo quadro istituzionalmente e culturalmente controverso, è fondamentale che i Comitati etici ripensino alla propria funzione e prendano coscienza di essere un osservatorio privilegiato, nonché avanzato, della ricerca clinica e delle possibili contraddizioni che l’accompagnano. I Comitati etici, assieme ai cittadini e ai ricercatori devono svolgere un ruolo principe nell’individuare aree sulle quali investire energie e creatività per avviare dei progetti di confronto.

L’unione in una rete dei Comitati etici, dei ricercatori e dei cittadini, se pur virtuale, rappresenta, quindi, il passo fondamentale perché il sito diventi un luogo di crescita culturale e uno strumento per disegnare l’epidemiologia dei diritti.

Successivamente, sono intervenuti i rappresentanti delle “categorie” coinvolte a vario titolo nella ricerca: un medico ospedaliero, un medico epidemiologo, un medico di medicina generale, un’infermiera, una rappresentante dei pazienti, una bioeticista e un componente del Comitato Nazionale di Bioetica (CNB). A tutti i relatori era stato chiesto di illustrare le loro aspettative rispetto a RICERC@, il contributo che potevano offrire all’iniziativa e di segnalare eventuali proposte di modi innovativi per l’espressione del proprio ruolo.

Enzo Galligioni, direttore del Dipartimento di Oncologia medica dell’APSS, ha segnalato le più frequenti problematiche organizzative correlate all’attività di ricerca clinica in ospedale, quali la carenza di figure professionali a supporto dei ricercatori e di riconoscimento a livello istituzionale. E’ auspicabile che, come già avviene in altre realtà, l’attività di ricerca sia supportata attraverso l’attivazione di strutture ad hoc che prevedano la presenza di figure professionali non cliniche (per esempio data manager e statistici medici) e sia riconosciuta attraverso il suo inserimento nel budget aziendale e l’erogazione di fondi ad hoc.

Silvano Piffer, direttore del Servizio di epidemiologia clinica e valutativa dell’APSS, ha segnalato la necessità di valorizzare maggiormente l’epidemiologia clinica quale strumento per la produzione di informazioni sullo stato di salute della popolazione, sull’utilizzo delle risorse sanitarie e la qualità delle prestazioni rese dai servizi. Posta la necessità di definire il miglior modello organizzativo per la funzione epidemiologica nelle regioni e nelle ASL, le competenze presenti nei servizi di epidemiologia clinica dovrebbero essere maggiormente integrate nell’attività di ricerca clinica. Questo potrebbe garantire un supporto fondamentale e non episodico, sia nella fase di pianificazione degli studi indipendenti sia nella fase di analisi e interpretazione dei dati raccolti.

Partendo da alcuni esempi di ricerche svolte sulla popolazione dei propri assistiti, Daniele Ortolani, medico di medicina generale (MMG) ha evidenziato come il setting assistenziale della medicina generale abbia le caratteristiche per offrire spunti di ricerca originali. Inoltre, la popolazione degli assistibili di ciascun MMG rappresenta la popolazione potenzialmente uguale all’universo statistico, con possibilità di un follow up prolungato e con un’elevata disponibilità di informazioni cliniche. Accanto alle potenzialità citate, la ricerca in medicina generale presenta delle problematiche che attualmente ne limitano la praticabilità quali la scarsa diffusione della cultura dell’evidence based medicine (prevale il ricorso all’esperienza), l’assenza di un coordinamento e di risorse economiche dedicate.

Secondo Paola Zambiasi, infermiera del Servizio Governance Processi Assistenziali, le domande di ricerca dovrebbero generarsi da riflessioni sul proprio agire nella pratica clinica quotidiana. La ricerca clinica dovrebbe essere vissuta come esercizio di pratica interprofessionale da condividere con l’utente o il cittadino. Inoltre, sarebbe opportuno affrontare i problemi del paziente da prospettive diverse, integrando i suoi diversi punti di vista e le sue aspettative con particolare riguardo al suo vissuto, all’accettabilità degli interventi proposti e alla qualità della vita.

Annamaria Marchionne, presidente della Consulta Provinciale per la Salute, ha sottolineato la necessità di maggiore integrazione dei Comitati etici nel “territorio” di attività, volta ad aumentare la conoscenza da parte dei cittadini/pazienti del ruolo dei Comitati Etici e, soprattutto, del ruolo dei componenti “laici” al loro interno. Molte le proposte avanzate, fra le quali avviare una riflessione all’interno dei Comitati stessi sul ruolo del componente “laico”, promuovere non solo l’acquisizione di maggiori competenze tecniche da parte dei “laici”, ma anche una formazione “laica” dei tecnici e invitare, in occasione della valutazione di protocolli su specifiche patologie, un rappresentante della rispettiva associazione di pazienti.

Gaia Marsico, bioeticista, ha evidenziato l’assenza di letteratura sui Comitati etici e di conseguenza la difficoltà di definire un quadro sulle attività svolte e sulle problematiche etiche e di diritto che si trovano più frequentemente ad affrontare. Sarebbe quindi importante e significativo, partendo dalla Dichiarazione di Helsinki, individuare le aree di interesse comune sulle quali avviare progetti di confronto.

Carlo Casonato, in qualità di componente del Comitato Nazionale di bioetica (CNB), ne ha illustrato l’attività. Ha, quindi, proposto di programmare un incontro con il CNB per presentare il programma di attività di RICERC@ e per esplorare la possibilità di avviare una collaborazione.

RELATORI

Carlo Casonato
Professore ordinario di Diritto costituzionale comparato – Università degli Studi di Trento
Comitato Nazionale di Bioetica

Enzo Galligioni
Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica A.P.S.S. di Trento
Comitato etico per le sperimentazioni cliniche dell’A.P.S.S. di Trento

Annamaria Marchionne
Presidente della Consulta provinciale per la Salute della P.A.T. e dell’Associazione Trentina Malati
Reumatici ONLUS

Gaia Marsico
Presidente Comitato etico locale Azienda U.S.L. di Livorno
Comitato etico per la sperimentazione con l’essere umano dell’Università degli Studi di Trento

Daniele Ortolani
Medico di Medicina Generale, Trento
Comitato etico per le sperimentazioni cliniche dell’A.P.S.S. di Trento

Silvano Piffer
Direttore del Servizio di epidemiologia clinica valutativa A.P.S.S. di Trento

Gianni Tognoni
Direttore della Fondazione “M. Negri Sud”
Presidente del Comitato etico per le sperimentazioni cliniche dell’A.P.S.S. di Trento

Paola Zambiasi
Servizio Governance dei processi assistenziali A.P.S.S. di Trento
Comitato etico per le attività sanitarie dell’A.P.S.S. di Trento